Due lupi “a caso” potranno essere uccisi a seguito del decreto firmato il 4 settembre dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.
Il provvedimento stabilisce che due esemplari del “branco gravitante nell’area della Lessinia trentina” finiranno nel mirino del Corpo forestale trentino, sulla base di una scelta casuale, “entro la fine del periodo di pascolo 2025”.
A pochi giorni dall’abbattimento di un lupo su autorizzazione del presidente della Provincia autonoma di Bolzano Kompatscher, altri due esemplari potrebbero essere dunque abbattuti d’autorità, colpevoli di avere predato durante l’estate alcuni animali d’allevamento a Malga Boldera.
La Relazione istruttoria inviata dal Servizio faunistico all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) parla di 132 bovini, 10 equini e un ovino morti per attacchi di lupi nella Lessinia trentina dal 2013 al 2025. Il parere dell’Ispra arrivato 1° settembre ha dato il via libera agli abbattimenti, pur sottolineando che “l’eventuale prelievo di due esemplari non assicura l’azzeramento del rischio di ulteriori predazioni, e potrebbe quindi essere seguito da ulteriori danni al bestiame bovino ed equino” e raccomandando il “miglioramento delle misure di prevenzione”.
Come nel caso dei due lupi “a caso” la cui fine è stata ordinata il 30 luglio scorso dal presidente bolzanino, anche nel decreto di Fugatti si legge che “il prelievo di due lupi rientra nel quantitativo massimo annuale di esemplari abbattibili, tecnicamente e scientificamente determinato da Ispra nel documento presentato alle Regioni e Province Autonome il 18 febbraio scorso”.


